Dante Alighieri: Sonetto
   
Tanto gentile et tanto onesta pare
La donna mia quand'ella altrui saluta
Ch'ogne lingua deven tremando muta,
E li occhi no l'ardiscon di guardare.

Ella si va, sentendosi laudare,
Benignamente d'umilta vestuta;
E par che sie una cosa venuta
Da cielo in terra a miracol monstrare.

Monstrasi si piacente a chi la mira,
Che da per li occhi una dolcezza al core,
Ch'entender no la puo chi non la prova;

E par che de la sua labbia si mova
Un spirito soave pien d'amore
Che va dicendo a l'anima: Sospira.


Dalla raconta "Vita nova" (1293)
